Porto Interporto Feb 2021: Oceano Indiano, il nuovo Mare Nostrum allargato

co-written with the legendary Prof. Arduino Paniccia, this article focuses on the importance of India’s role in the Indian Ocean, The Indian Ocean Rim Association (IORA) and the importance of Italy allying with India for a new enlarged Indo-Mediterranean to keep Turkish designs under check.

Oceano Indiano, il nuovo Mare Nostrum allargato http://portoeinterporto.blogspot.com/2021/02/febbraio-2021-pag-42-oceano-indiano-il.html

Il lato nascosto di terrorismo

A tribute to Daniel Pearl, whose 19th death anniversary on 1st of Feb 2021 was marred by the liberation of his killers by the Pakistani courts.

Insideover.com https://it.insideover.com/terrorismo/il-lato-nascosto-del-terrorismo.html

In requiem: Daniel Pearl

Gli avvenimenti del 1° Febbraio 2021 sono passati totalmente inosservati in un mondo ancora messo in ginocchio dal COVID-19. Questa data rappresentava il 19°ismo anniversario dell’assassinio di Daniel Pearl, giovane giornalista americano, brutalmente decapitato dai suoi rapitori a Karachi, in Pakistan, in nome della jihad islamica. Quasi quarantenne, Pearl era il capo della South Asia Bureau del Wall Street Journal e si trovava in Pakistan per seguire la guerra contro il terrore di George W. Bush, diventata oggi la più lunga guerra degli Americani in un paese che ha il soprannome di “la tomba degli imperi”, l’Afghanistan.

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India @ UN security council

Il biennio Indiano a Consiglio di sicurezza

An #analysis in #italian on #india ‘s 8th #UNSC mandate. Published on formiche.net #formiche published on the 24th Jan 2021.

Con il 1 gennaio 2021, inizia il mandato biennale dell’India al consiglio di sicurezza ONU. Per l’India, che da tempo mira ad una posizione permanente all’interno del consiglio, questo è il suo ottavo mandato.  Oggi il popolo indiano rappresenta un sesto della popolazione mondiale. E la democrazia più popolosa al mondo ed entro il 2025 supererà la Cina come il paese con un maggiore numero di abitanti. Dopo la pandemia, è la sesta economia ed rappresenta l’unico potere democratico laico in Sud Asia che resiste al dominio Cinese. Dovrebbe già meritare il posto permanente nel consiglio di sicurezza ONU ma in realtà, non è ancora così.

Il mandato Indiano inizia in un mondo colpito dalla pandemia con tante crisi aperte che minacciano la sicurezza di quasi un miliardo di abitanti di questa terra. I conflitti in Libia, in Siria e in Yemen e le instabilità nel corno di Africa, le tensioni nel Medio Oriente tra Iran e Israele. Tuttavia, dopo la pandemia, il problema più grave che affronta la comunità globale è l’aggressività economica e militare cinese.

Dal Movimento dei paesi non-allineati  (NAM) a Vasudhaiva Kutumbakam

L’elefante indiano ha ricoperto un ruolo nell’indottrinamento internazionale di non allineamento e non interferenza. Nel 1955 l’India ha fondato il Movimento dei paesi non-allineati (NAM) con l’Indonesia e la Jugoslavia. Nel suo discorso inaugurale del mandato ONU, il Presidente del Consiglio Indiano Narendra Modi ha dichiarato che la strategia Indiana per il suo biennio seguirà I principi di rispetto, dialogo, cooperazione, pace e prosperità. Il Premier ha iniziato il mandato con la dichiarazione: “il mondo è un’unica famiglia”, citando il saggio antico di Mahā Upanishad Vasudhaiva Kuṭumbakam che si trova inciso all’ingresso del parlamento Indiano. Questa dichiarazione di alti ideali non sembra niente altro che una continuazione di uno storico progetto dove l’India cerca di raccogliere consensi e non passa mai ai fatti.

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India e USA: nuova sfida alla Cina nell’Indo-Pacifico

Il Centro Studi Geopolitica.info vuole costituire un luogo di incontro, sia ideale che fisico, per lo studio della geopolitica e delle relazioni internazionali, nonchè per alimentare il dibattito nazionale e internazionale in una duplice prospettiva: teorica e di analisi empirica.

Pubblicato il 11 Nov. 2020

India e USA: Nuova sfida per la Cina nell’Indo Pacifico

L’India, con un nuovo accordo con gli Stati Uniti a pochi giorni dalle elezioni presidenziali, dà inizio ad una vera e propria offensiva congiunta contro la Cina. L’alleanza “quad” comprende gli USA, l’India, il Giappone e l’Australia, sfidando la Cina nelle acque dell’Indo-Pacifico.

Durante il suo primo mandato, Modi ha abbracciato una nuova dottrina nel campo degli affari esteri del Sud Asia. L’India è tornata ad essere molto impegnata in Afghanistan, ha aumentato i suoi sforzi per riconquistare il potere in Sri Lanka, dove i rapporti erano recentemente sfuggiti di mano. I fratelli Rajapaksha sono tornati al potere in Sri Lanka ma ora sono molto più sensibili alle esigenze indiane rispetto al passato, ciò è stato dimostrato dalla prima visita a Nuova Delhi del Presidente Rajapaksa dopo la sua vittoria. 

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Tuchia, Pakistan, cina: il nuovo grande gioco

articolo pubblicato sull'occidentale 1 Sett 2020

Mio articolo: Le pericolose ambizioni Turchia-Pakistano-Cinesi pubblicato il 1 Sett. 2020, l’Occidentale (clicca per leggere il originale)

Quando due anni fa Imran Khan divenne primo ministro del Pakistan suscitò subito molte aspettative. L’auspicio era che l’ex capitano della nazionale di cricket, in virtù delle sue storiche amicizie con i giocatori indiani, inaugurasse una stagione di pace e di dialogo col vicino, dando al suo governo un’impronta moderata e tollerante.

Aggiornamento dei 3 Settembre: Intervista di Premier Imran Khan a Al Jazeera. Pakistan’s PM: Our economic future is now linked to China. Prime Minister Imran Khan reviews his first two years in office.

Aggiornamento del 5 Settembre, formiche.net articolo di Francesco De Palo: Gli 007 turchi avvisano Erdogan e svelano le manovre in Medio Oriente

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La nuova alba tra i popoli: Pace EAU-Israele

La notizia del 13 agosto sul riconoscimento reciproco tra Israele ed Emirati Arabi Uniti è stato il primo raggio di sole dai negoziati di Oslo del 1995 nella storia lunga, turbolente e violenta dei rapporti tra Israele e gli stati arabi. Come è accaduto negli ultimi anni di politica via twitter, il presidente Trump ha cambiato la storia con un click.

Chi viveva e lavorava a Dubai, e aveva rapporti in Israele, si è sempre visto tollerare da entrambi i paesi, mentre altri paesi arabi erano molto più severi con chi visitava Israele. Mi sono trovato più di una volta con un visto d’ingresso negli Emirati Arabi accanto al visto israeliano sul mio passaporto, forse una dimostrazione dell’addetto di polizia di frontiera di Dubai della tolleranza degli Emirati nei confronti d’Israele. Al contrario, Libano, Arabia Saudita e Sudan non rilasciano visti sui passaporti che rechino un visto dello stato d’Israele.

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